Uno studio condotto nell’ambito del Copenhagen Baby Heart Study e pubblicato su European Heart Journal Open ha rilevato che i neonati con restrizione della crescita fetale (FGR) o nati piccoli per l’età gestazionale (SGA) presentano alterazioni cardiache misurabili già nei primi giorni di vita, suggerendo una potenziale base precoce per futuri rischi cardiovascolari.
L’analisi ha incluso un’ampia coorte di 26.175 neonati, di cui 1.020 con FGR e 2.328 con SGA. I ricercatori hanno confrontato questi gruppi con i neonati nati con peso appropriato per l’età gestazionale, utilizzando modelli di regressione lineare aggiustati per dimensioni corporee, età alla valutazione, sesso e età gestazionale alla nascita.
I risultati ecocardiografici hanno mostrato che sia FGR che SGA erano associati a riduzioni significative dei diametri interni del ventricolo sinistro (LV) in sistole e diastole. In particolare, il diametro telediastolico risultava ridotto rispettivamente di 0,13 mm (FGR) e 0,15 mm (SGA), mentre quello telesistolico mostrava riduzioni di 0,09 mm e 0,12 mm. Entrambi i gruppi presentavano inoltre pareti del ventricolo sinistro più sottili, inclusi setto interventricolare e parete posteriore.
Dal punto di vista funzionale, i neonati con FGR mostravano una riduzione della funzione ventricolare destra, evidenziata da una diminuzione della TAPSE (escursione sistolica dell’anello tricuspide) di 0,20 mm. Nei neonati SGA, invece, si osservava una riduzione dei volumi di fine diastole e fine sistole del ventricolo sinistro, insieme a modifiche nei flussi trans-mitrali e nelle derivazioni precordiali all’elettrocardiogramma. Entrambi i gruppi mostravano un accorciamento dell’intervallo QT non corretto.
Queste differenze strutturali e funzionali, pur minime in termini assoluti, risultano significative anche dopo aver tenuto conto delle dimensioni corporee, e indicano che lo sviluppo cardiaco può essere alterato già in epoca fetale in risposta a condizioni sfavorevoli di crescita intrauterina.
Gli autori sottolineano la necessità di studi di follow-up per comprendere il significato clinico a lungo termine di queste anomalie precoci, in particolare in relazione al rischio cardiovascolare in età adulta.
European Heart Journal Open, oeaf177, https://doi.org/10.1093/ehjopen/oeaf177
Fonte: QuotidianoCardologia